I classici in pillole di Anna Maria Nosotti
Torino 800 di Angelo Toppino
Opera antica di Pietro Cappè
Psicoanalisi, arte e contemporaneità di Davide Pegoraro
Pietro Cappè, docente di educazione di adulti, privi della scuola
dell'obbligo, nei Ctp, si interessa alle tematiche relative
all'approccio con l'opera d'arte, soprattutto da parte di un pubblico
non specializzato.
A partire da immagini di scultura e pittura,
collocabili nel periodo compreso tra il basso Medioevo fino al
Settecento (attingendo ad opere presenti in loco, in particolare
Galleria Sabauda e Palazzo Madama), propone una modalità di approccio
che parta dalla riflessione sull' iconografia/iconologia prima ancora
che dalla valutazione del valore estetico.
Questa rubrica è un invito a considerare l’iconografia e l’iconologia come un’ occasione
per accrescere il nostro godimento estetico di fronte a un’opera d’arte.
Davanti a un quadro
queste due discipline ci costringono, prima di poter esprimere un giudizio di gusto, ad andare
alla ricerca e alla chiarificazione dei particolari e a cercare di fornire il senso generale, il
“messaggio” dell’opera.
Nel fare queste due operazioni, affermano alcuni saggi, si coglie Dio
(da cui due detti oramai proverbiali: “Dio è nei particolari” e “Dio è nella totalità”).
Angelo Toppino, profondo conoscitore della Torino Ottocentesca, ci guida tra i segreti architettonici e urbanistici della città. Attraverso la sua prosa competente, ed estremamente accattivante, ci fa conoscere personaggi della Torino minore ma che hanno avuto un ruolo importantissimo nell'evoluzione sociale della città.
Già due secoli fa la scoperta freudiana dell’inconscio ha fondato nel mondo della scienza e in quello della cultura in generale un nuovo discorso. Molte sono state le difficoltà che la psicoanalisi ha dovuto affrontare lungo il cammino intrapreso da Freud nella scoperta della struttura dell’essere parlante.
Il discorso contemporaneo in un certo senso non sembra aver cambiato scenario per la psicoanalisi. Nel tempo dei gadgets prodotti dal discorso del capitalismo e delle soluzioni prêt à porter nella logica dei prontuari e delle tecniche di addestramento al vivere, il discorso che mira a salvaguardare il soggetto in ciascun essere parlante tende ad essere espulso.
Durante gli incontri si cercherà di costruire una risposta alla seguenti domande: che cosa insegna il lavoro soggettivo di un artista alla psicoanalisi? Che cosa accomuna e anche differenzia questi due ambiti da un lato e il discorso contemporaneo dall’altro?
Davide Pegoraro è psicologo, psicoterapeuta secondo l'orientamento psicoanalitico lacaniano. Partecipante alle attività della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, da anni segue una formazione personale e teorico-clinica in questo ambito. Oltre a coltivare interessi per la psicoanalisi come pratica clinica, è molto interessato agli apporti che la cultura letteraria ed artistica e lo studio della lingua e della letteratura greca e latina offrono all'alaborazione psicoanalitica.
Svolge la libera professione nelle città di Torino e di Ivrea:
a Torino, in via Artisti 39 Tel. 349/2550714 a Banchette d'Ivrea (TO) in via Circonvallazione 4 c/o Studio Medico Aurora Tel. 0125/612400
Mail: davide.pegoraro@excite.it
fonte immagine: Giovanni Casetta
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Un discorso ancora sovversivo